martedì 26 aprile 2011

Una favola....



Oggi vi posto una favola che ho letto a Pasqua alle mie nipotine e...ovviamente al mio amato sposo e fagottino :DDD
Ci è piaciuta moltissimo! Si intitola, IL SIGNOR TAZZINA di Maria Sole Macchia

Eccola...


C' era una volta una signora cicciona...» No! Così non va bene! Riproviamo. Ecco, sì: «C'era una volta un bambino con i capelli blu...» Uffa! Non va bene neanche così! Ecco: «C'era una volta un signore freddoloso...» Basta! Oggi non ho idee, non se ne fa niente. Forse è meglio se vado al cinema! Il disegnatore, assorto nei suoi cupi pensieri, uscì di casa sbattendo la porta. Lasciò sulla scrivania una gran confusione di fogli, penne, matite, colori e tante idee abbandonate.

Quando un colpo di vento entrò dalla finestra, gli schizzi volarono per tutta la stanza e poi planarono sul pavimento, piano piano. «Ehi! Che cos'è questa corrente? Qualcuno chiuda la finestra!» La vocina veniva da un tipo buffo, con un berretto in testa e una grossa sciarpa arancione avvolta attorno al collo. Un tipo buffo disegnato e colorato su uno dei tanti foglietti volanti. Il personaggio creato dal disegnatore era pronto ad affrontare l'avventura della sua vita. Ma non sapeva ancora qual era la storia che doveva interpretare... Sì, era un personaggio senza una storia. E senza un' altra cosa, anche. Se ne accorse subito, non appena si guardò allo specchio: gli mancava un orecchio! «Vuoi vedere» disse il personaggio «che quello sbadato di un disegnatore si è dimenticato di farmelo?» Ma poi, senza più pensare all' orecchio mancante, decise di esplorare la città che il disegnatore distratto aveva immaginato e poi disegnato e colorato. Il personaggio passeggiava per la strada. E si accorse subito che tutti lo osservavano in modo strano. Cercò di far finta di niente. Ma la gente parlottava e lo indicava, lo indicava e parlottava.

E lui si sentì sprofondare. Sarebbe sparito, se solo avesse potuto. Ma non poteva. Era la sua storia. Alla fine ci fu qualcuno che alzò la voce per dire quello che pensavano tutti. «Guarda, mamma!» urlò un bambino. «Quell'uomo è una tazzina!» Tutti puntarono gli occhi sul personaggio, anche quei pochi che non si erano ancora accorti di niente. Poi puntarono anche le dita. «Ah ah ah, è vero, ha la testa come una tazzina! Ma è un marziano?» E un uomo molto dotto, forse un dottore, aggiunse: «Un rarissimo caso di deficienza auricolare!» Deriso e umiliato, il signor Tazzina (d'ora in poi lo chiameremo così) tornò a casa di corsa. Voleva nascondersi. Solo e triste, rifletté sul suo destino bizzarro davanti a una tazza di latte. Si affacciò alla finestra mogio mogio e guardò le persone che passavano per la strada. A loro non mancava proprio niente. Però a guardare bene, erano un pò strane... Il signor Tazzina decise di analizzare con cura la situazione. Quel tipo coi capelli in su, non sembrava una forchetta? E quella lì col mento in fuori e l'aria burbera era senz' ombra di dubbio un autentico bricco. E quell' altra signora con il collo lunghissimo, beh, era proprio identica a un cucchiaino.

In quel momento un urlo terribile echeggiò per la strada. «Aaaah! L'orecchio! Non ti ho fatto l'orecchio!» Era il disegnatore, che era tornato a casa e rovistando tra i disegni aveva trovato il personaggio. «Era ora di svegliarsi! Sempre con la testa per aria, voi che fate i disegni! Bello scherzo mi hai fatto!» disse il signor Tazzina. «Adesso mi chiamano tutti Tazzina!» «Scusa, scusa, hai ragione! Te lo disegno subito, l'orecchio. Aspetta, faccio in un attimo!» disse il disegnatore. «Fermo lì!» intimò il Tazzina. «Ormai il guaio è fatto, è troppo tardi per rimediare. E poi, guarda, quasi quasi comincio a piacermi anche così.» Il signor Tazzina aveva proprio ragione. Ormai era diventato famoso, e proprio per quell' orecchio mancante.

La gente gli si era affezionata perché era così originale. Il signor Tazzina pensò che poteva approfittare della sua fama per inventarsi un lavoro, e proprio il lavoro che gli piaceva di più. Che lavoro può fare uno che si chiama Tazzina, se non aprire un caffè? E fu proprio quello che fece. Con un' attrazione come lui al banco, il caffè era sempre affollato, a tutte le ore: per la colazione, all' ora di pranzo, per il tè, per l'aperitivo. In breve tempo il caffè del Tazzina diventò un posto molto alla moda. E qualcuno cominciò a portare certi strani berretti tutti ben calzati, per nascondere un orecchio... in perfetto stile Tazzina .

1 commento:

  1. Mi piace moltissimo questa storia... :)
    Mi ha reso la giornata davvero felice!

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